Punto n.679 del 11-10-2019
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Punto di Creazzo n.679 del 11-10-2019
PERSEGUIRE GLI INQUINATORI E’ UN DOVERE CIVICO
Tiziano Mistrorigo

Leggo sul Punto di venerdì 4 ottobre l’articolo “Parte civile nel processo Miteni…” e resto sbalordito per le titubanze e i ritardi dell’Amministrazione Comunale. Pensare di non avere problemi, perché tanti anni fa, sempre per colpa della stessa azienda, Creazzo si è allacciato all’acquedotto di Vicenza, è una manifestazione di totale ignoranza dell’importanza che hanno le falde sotterranee, tanto più che in questa zona le falde sono poco profonde, anzi affiorano e ci sono molti pozzi. Il Retrone è inquinato ed è assurdo utilizzare quell’acqua per irrigare coltivazioni agricole: si avrebbero prodotti agricoli inquinati dai PFAS che giunti nel corpo umano ci restano per molti anni.
Le ordinanze comunali che vietano di attingere dai pozzi per produzioni alimentari sono venute molto dopo l’inquinamento, per cui anche cittadini di Creazzo hanno assunto PFAS dai vegetali innaffiati con acqua dei pozzi o del Retrone oppure mangiando pesce allevato in acque contaminate. “Valutare il rapporto costi benefici”?
E i costi per le persone?
Certi costi difficilmente si possono valutare, perché l’effetto nocivo anche assorbendo piccole quantità di PFAS si po CONTINUA A LEGGERE...




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