Punto di Montecchio

Punto n.913 del 31-10-2019

A Montecchio serve fare un salto di qualità
Giuliano Menato

La conformazione fisica del territorio e l’insediamento urbano di Montecchio, partendo da Villa Cordellina Lombardi fino alla località Ghisa, hanno sempre creato problemi alle amministrazioni comunali che si sono succedute, sia di viabilità interna sia di dislocazione dei servizi, a causa di un lungo rettilineo che si snoda tortuosamente per molti chilometri. Episodi particolari sono la frazione di Alte e la zona industriale, nate in epoca abbastanza recente, collegate al centro storico rispettivamente da Piazza Carli e dagli impianti sportivi che hanno dato spessore e compattezza al tessuto urbano.
Montecchio ha provveduto nel tempo a dotarsi di opere di pubblica utilità. Si pensi alle scuole seppur tardivamente create rispetto ad altri centri di pari grado, colmando carenze vissute in passato con malcelato senso di inferiorità. Le ultime amministrazioni, consapevoli di quanto restava da fare, si sono soprattutto impegnate a mantenere in funzione l’esistente, utilizzando le risorse disponibili. L’asfaltatura delle strade, per esempio, e gli interventi sulla viabilità sono davanti agli occhi di tutti. Non si è riusciti, purtroppo, ad arrestare il degrado e la decadenza del centro storico, dovuti alla miopia delle amministrazioni e all’indifferenza degli abitanti.
Urge curare l’arredo urbano, tenere pulite le strade, punire l’abbandono dei rifiuti – scandalosa è l’incuria dell’area antistante l’ex Banca Popolare di Vicenza al semaforo di Corso Matteotti –. Sono situazioni, queste, che, con il traffico incontrollato e con l’inquinamento dilagante, danno un’immagine poco rassicurante della città, mettono a rischio la salute e l’incolumità dei cittadini. Bisogna compiere un salto di qualità culturale che renda i cittadini più reattivi e responsabili. Serve promuovere iniziative che non soddisfino soltanto l’evasione e il passatempo per ricevere immediati consensi, ma maturino una presa di coscienza collettiva dei problemi.
L’approccio stesso al nostro patrimonio storico-artistico dovrebbe avvenire, a mio avviso, in modo diverso. Non solo celebrando riti o commemorando personaggi, ma creando occasioni di vera conoscenza. I Castelli di Montecchio e Villa Cordellina Lombardi meritano di essere al centro di eventi più qualificanti. La Pro Loco, oggi molto impegnata, dovrebbe selezionare le manifestazioni evitando l’attivismo fine a se stesso. Dovremmo capire tutti che il turismo intorno Castelli si affermerà quando la Taverna, oggi chiusa, sarà in grado di soddisfare le esigenze dei clienti vicini e lontani, quando si promuoverà intorno ad essi una campagna pubblicitaria degna della reputazione del luogo.

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