Punto di Montecchio

Punto n.921 del 10-01-2020

OTTAVIO SCHIAVO da VALDIMOLINO
Luciano Chilese

Se n’è andato dall’alto dei suoi 99 anni, accompagnato ieri 9 gennaio da tutta Valdimolino e da molti che l’avevano consciuto. Per frequentare la quinta elementare si era trasferito da un cugino alla contrà Poscola, e in bicicletta a seguire le lezioni del maestro Cuggino a Montecchio. Era la memoria storica di quella comunità. Penultimo di 7 fratelli, Irene l’unica femmina. “Eravamo sei maschi tutti sotto le armi”. Artigliere di montagna del 3° regimento alpini di stanza a Gorizia. Con il gruppo “Udine” fu in Grecia, poi in Albania, Montenegro. Ammalato di pleure rientrato in Italia. Dopo il rastrellamento della Piana passa con i partigiani dell’Argiuna, col nome di battaglia “Alto”. Finita la guerra “ognuno torna a casa propria. Gli americani mi hanno ricompensato con 9.000 lire”. Entrerà poi a lavorare alla “Faeda”.
Era un narratore nato,non senza tocchi di sentenziosità, una per tutte: “I parenti streti xe come le scarpe, tanto pi i xe streti tanto pì i fa male”. Ebbi modo di verificare la sua eccezionale memoria in occasione, nel 2006, di un fatto singolare. Nuovi proprietari di una casa, posta sulla strada che porta alla fontana del Podestà, avevano sbarrata la strada che porta alla fontana, liberati due grossi cani, dei quali uno sfuggiva ai controlli e vagava libero per i campi circostanti. Ottavio, raccogliendo anche le proteste dei confinanti, mi contattò (allora ero assessore interessato a quella frazione). E qui sperimentai la sua prodigiosa memoria familiare. “Mi ricodo che mio papà mi raccontava che nel 1904, su richiesta dei residenti, il comune decise di fare la strada da contrà Boschi alla fontana...”. Andai subito in archivio comunale, controllai i verbali della giunta di quell’anno e dei successivi che confermavano punto per punto quanto da lui raccontato. La cosa non finì qui. Il segretario comunale dr. Lombardi, con grande competenza, raccolse la testimonianza di alcuni anziani di Valdimolino e dintorni, dalla quale risultava che “sempre a memoria d’uomo il passaggio alla fontana con persone e bestie con carri fu libero”. Preparò un nutrito dossier, visto il quale l’avvocato della assistita dichiarò: “Meglio lasciar perdere, è tutto chiaro”. E la strada ritornò libera. Ma ad Ottavio non bastò. A celebrare la “liberazione”, con molte persone accorse alla fontana del Podestà, l’anziano valdimolinese tenne un memorabile discorso al rispetto dei diritti e delle tradizioni dei residenti.Una foto di Piero Peretti ne immortala il solenne momento. Naturalmente a festeggiare l’acqua liberata arrivò su un carrettino una damigiana di rosso. Fu anche un testimone privilegiato della famosissima, allora, mascaràda de “Pica carnevale” di Valdimolino, oltre che protagonista assieme a Umberto Zuccon, per la musica. Ma questa è un’altra storia.

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