Punto di Montecchio

Punto n.909 del 04-10-2019

            
“Montecchio Maggiore
nasconde i PFAS sotto il tappeto”

Gian Luigi Piccin
Consigliere comunale M5S Montecchio Maggiore
Sulla mozione proposta dal Movimento5 stelle, Essere Montecchio e il Partito Democratico, sulla Costituzione di Parte civile nel processo alla ditta Miteni che partirà il 21 ottobre p.v., il consiglio comunale dice no. Questo no, arriva dalla maggioranza, sindaco compreso, ed è contraria a rivalersi nei confronti della Miteni, imputata di aver inquinato con i PFAS la falda acquifera, quindi pozzi privati e acquedotti, perché il danno subìto è minimo e siamo “solo” in zona arancione, per cui non è il caso di rincorrere la possibilità di essere indennizzati visto che la Miteni è fallita. Miopia o accidia?
Questo pensiero sorge spontaneo, perché molti cittadini vivono il disagio dell’acqua avvelenata, alcuni si sono ammalati anche per questa ragione e altri forse si ammaleranno per gli stessi motivi. Nel nostro acquedotto ci sono quantità di PFAS (dichiarate in bolletta) che vanno ad accumularsi con quelle che già abbiamo stivato negli anni nel nostro corpo; le acque contaminate da PFAS, vengono date agli animali a alle colture che noi poi mangiamo. Tutto questo veleno, che si somma sempre più nel nostro corpo, troppo spesso si manifesta con malattie, quindi incremento delle patologie andrologiche, come infertilità, il criptorchidismo, i tumori del testicolo; per le donne, preeclampsia, diabete gestazionale, nascite premature, con conseguente calo di nascite e la paura di generare figli non sani. Altre malattie sono imputabili a questi veleni e non sono ipotesi dello scrivente, ma frutto di studi che da anni medici e ricercatori divulgano.
Teniamo presente che i costi sostenuti da Acque del Chiampo per portare acqua senza PFAS ai comuni di Brendola e Lonigo, vengono addebitati in bolletta anche ai consumatori di Montecchio che non benificiano di tale miglioria e che continuano a bere acqua contaminata. Rinunciando alla costituzione di parte civile il Comune ha deciso di non rivalersi sui responsabili, lasciando che a pagare siano gli stessi che stanno subendo il danno. Nel sapere che queste cose esistono, si nasconde la testa sotto la sabbia, perché si è sempre fatto così o perché non si sa cosa altro fare. Sarà sinonimo di incapacità? Di mancanza di coraggio? Di scarsa considerazione della comunità? Nel dubbio o per paura di uscire dal consueto, invochiamo la Madonna e con il Rosario in mano, nascondiamo il problema sotto al tappeto di casa nostra! Domani è un altro giorno, si vedrà.


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