Punto di Montecchio

Punto n.916 del 22-11-2019

            
A PROPOSITO DELLA SIGNORA LOMBARDI
E DELLA VILLA CORDELLINA

Giuliano Menato
Senza dubbio apprezzabile l’iniziativa della Pro Loco di Montecchio che, all’insegna di Oblio e Rivelazione, Amore filiale e Amore Coniugale, ha organizzato una manifestazione commemorativa di due figure femminili esemplari nella storia di Montecchio: Eleonora, figlia di Antonio Pizzocaro, noto architetto vicentino del secolo XVII, e Anna Maria Spangher, moglie di Vittorio Lombardi, illuminato mecenate che, negli anni Cinquanta del secolo scorso, ha fatto rinascere, dopo un lungo abbandono, Villa Cordellina, ove Giambattista Tiepolo dipinse uno dei tre grandi cicli di affreschi presenti nel territorio vicentino. Apprezzabile l’iniziativa, perché affidata, nella prima parte, alla relazione del prof. Luca Trevisan, studioso dell’architetto Pizzocaro, sepolto con Eleonora, nell’Oratorio di Sant’Antonio a Montecchio, da lei fatto erigere nel 1717 su disegni del padre; apprezzabile inoltre, perché dedicata, nella seconda parte, alla visita del sacro edificio che accoglie in sacrestia le spoglie mortali degli stessi coniugi Lombardi.
L’occasione è stata propizia per rivisitare i monumentali rustici della Villa, dove si trova la sala intitolata a Remo Schiavo, che ne fu il geloso conservatore. Nel riconoscere l’impeccabile organizzazione dell’evento da parte della Pro Loco, mi permetto di dissentire dal tipo di rievocazione romanzata fatta in forma teatrale delle due figure femminili, la cui personalità, per quanto riguarda la signora Lombardi, da me conosciuta, non corrisponde al melenso profilo che ne è stato tracciato. Non è con il patetismo di facile presa che si restituisce ai cittadini di Montecchio, e non solo, « un brandello di storia locale », ma restando ai fatti, che nessuno dei benemeriti organizzatori ha dimostrato di conoscere. Intendo dire che la personalità della signora Lombardi, della cui tempra di donna potrebbe testimoniare solo chi, frequentandola in quegli anni, ne ha ricevuto le confidenze, era molto diversa dalla storia raccontata all’ignaro ascoltatore.
Non è il caso di insistere sulla questione, quanto, invece, di suggerire un differente approccio ai luoghi della cultura, in particolare a Villa Cordellina, che sta subendo un nuovo preoccupante degrado, non solo fisico, dovuto non, come si crede, a troppi visitatori, ma a poche presenze consapevoli del suo valore, che la preservino dall’ignoranza che produce più danni dell’incuria. Immagino lo sdegno della signora Lombardi, che si rivolta nella tomba per l’uso improprio che si fa del gioiello che ci ha regalato, da parte di richiedenti di ogni genere.


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