Punto di Montecchio

Punto n.916 del 22-11-2019

            
Dipende da noi.
Maurizio Scalabrin – Consigliere Comunale Italia Viva
Gli allagamenti disastrosi di Venezia, Chioggia, Pellestrina ripropongono una questione che facciamo sempre finta non esista. L’anno scorso la “tempesta perfetta” che distrusse milioni di alberi sui monti triveneti e sugli altopiani. Durante le estati i “tornados” che devastano spiagge, pinete e campeggi. La bora che si mischia allo scirocco. Il Clima si sta drammaticamente modificando. Nei mesi scorsi una giovane donna ha sconquassato l’opinione pubblica mondiale. Il discorso appassionato di Greta alle Nazioni Unite avrà  un seguito concreto? Dipende da noi.
Non possiamo delegare solo ai teenager certe responsabilità. 
Dobbiamo pensarci anche noi. Ed agire. Giovani o anziani dobbiamo passare  all’azione. Siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa.  
Il 2050, la data limite entro cui si può  sperare di evitare la catastrofe climatica, è dietro l’angolo. È dal 1990 che si conoscono i rischi del riscaldamento globale, eppure in trent’anni le emissioni  sono aumentate del 60 %. 
Solo nei primi sei mesi di quest’anno sette milioni di persone si sono spostate all’interno del proprio paese a causa di alluvioni, cicloni o distruzioni naturali provocati dal riscaldamento globale. Questa dinamica finisce poi per incrementare gli esodi, anche con modalità disperate.
Constatiamo come le clausole dell’accordo di Parigi vengono sistematicamente violate. Anche da Paesi europei.
La politica non fa abbastanza. Ma non solo quella Europea o nazionale. Anche quella locale.
Anche noi cittadini siamo chiamati a fare qualcosa. Ogni giorno. Con i nostri comportamenti. A Montecchio ogni persona produce mediamente oltre 400 kg di rifiuti all’anno. E la quantità aumenta continuamente di anno in anno. 
Prima ancora della raccolta differenziata (che a Montecchio va bene ma potrebbe andare ancora meglio) dobbiamo imparare a scegliere bene quando acquistiamo, dobbiamo impegnarci a riutilizzare, dobbiamo evitare la plastica usa e getta. 
Dobbiamo liberarci da questa esigenza di avere avere avere.
In attesa che la politica introduca soglie allo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, noi ci dobbiamo abituare a consumare solo quello che serve. 
Non si tratta di “tirare la cinghia” ma di non “continuare ad allargarla”.
Forse non abbiamo evidentemente capito la gravità della situazione. A breve (30 anni non sono tanti) potremmo trovarci di fronte ad una crisi esistenziale dell’umanità.
L’uomo ha l’intelligenza per affrontare queste sfide e vincerle. E’ da capire se c’è una consapevolezza collettiva. E se si trova la volontà per agire. Quindi diamoci da fare. Ognuno di noi da solo può fare qualcosa. Insieme possiamo fare tanto. Dipende anche da noi.


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