Punto di Montecchio

Punto n.931 del 20-03-2020

            
MUSEO ZANNATO E CASA FIN SCHIAVO
Prof. Luciano Chilese
Il Giornale di Vicenza del 29 febbraio u.s., titolava “Museo Zannato a villa Cordellina”. Vi si illustrava l'intenzione dell'Amministrazione Comunale di trasferirvi il museo del “Sistema Museale” (complesso costituito da 9 comuni circonvicini) in locali di recente ristrutturazione nel comparto dei rustici della villa. Oltre agli apprezzamenti di quasi tutti i presenti per le strutture, se ne evidenziava la larga disponibilità di spazi, dilatando quelli cui si aspirava e dimagrendo quelli che si lasciava. Ma perché annidarsi in casa d'altri mentre in casa propria, bastava fermarsi 400 metri prima, sono a disposizione i grandi spazi della casa Fin Schiavo (più propriamente 'Casa Sartori', dal nome dei proprietari ivi presenti ininterrottamente dal 1400 al 1800)?
Ovviamente la Provincia di Vicenza si guarderà bene di regalare in uso gratuito propri spazi. Ci sarebbe sicuramente un affitto, spese per il riallestimento, e fino a quando? Sarebbe per sempre?
Se percorriamo le strade della vecchia Montecchio c'è un fiorire di impegnativi lavori di ristrutturazione favoriti dal sistema delle detrazioni e dalla sostenibilità del mutuo. Certamente anche casa Fin Schiavo rientra nel novero delle ristrutturazioni, con la libertà di progettare spazi e sale destinati all'uso museale. Non solo. Se dovesse essere destinata a sede del Sistema Museale potrebbe rientrare nelle forme di accesso ai fondi europei come organismo di natura consorziale.
E sarebbe una buona occasione per rivitalizzare il quartiere di S.Pietro con le attività e i visitatori del Museo.
Prima di intraprendere trattative di dubbio successo si consiglia di accompagnare la commissione cultura, magari allargata, ad una accurata visita allo stabile di Casa Fin Schiavo, agli spazi esterni a est e a ovest del grande edificio. Le barchesse da sole hanno le dimensioni di una chiesa. Sarebbero spazi di grande respiro, anche dilatato nel tempo per futuri impieghi, e sempre sul nostro.
E si eviterebbe alla commissione cultura di Montecchio di cadere in un precedente tentativo fallimentare di mettere mano alla Villa Cordellina Lombardi, fortunatamente mai andato in porto.
L'Amministrazione provinciale presieduta dalla leghista prof.ssa Manuela Dal Lago aveva deliberato lo sprofondo di 10.000 mc. per un teatro di fossa da scavare nel brolo della villa. Come assessore alla cultura di allora promossi un comitato che sostenuto da accademici come Leonello Puppi, dal Ministero dei Beni Culturali, dall'opinione pubblica, guidata da cittadini abili e competenti, portò il successivo Presidente leghista prof. Schnek a recedere dallo scempio, nonostante l'entusiasta sostegno della precedente commissione cultura della Provincia.
Presiedeva la commissione il prof. Claudio Beschin, anche oggi entusiasta sostenitore dello spostamento del Museo nella Villa.


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